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Heki Ryu Insai Ha

Seminario estivo Heki To Ryu

Come ormai da piu di 20 anni, anche quest’anno il seminario estivo di tiro con l’arco giapponese della scuola Heki si è svolto a Pallanza (VB), sul lago Maggiore. I Sensei presenti erano Mori, Sekine e Kurosu. Nel corso di una delle lezioni teoriche è stato presentato in interessante studio statistico su una delle principali “malattie” del kyudo, hayake. Hayake è il rilascio prematuro della freccia. Si verifica quando il kyudoka rilascia la freccia prima che il momento giusto per hanare sia giunto. Nei casi più gravi può avvenire anche prima che questa tocchi la guancia (hozuke). Dal sondaggio è risultato che l’ottanta per cento degli intervistati soffre o ha in precedenza sofferto di hayake. Questo si verifica di solito dopo 3-5 ani da quando si è iniziato a tirare.

 I motivi del suo verificari percepiti dagli intervistati, sono in ordine decrescente di frequenza:

  1. Quando giungono alla massima apertura si sentono sicuri di colpire il bersaglio quindi sganciano.
  2. Vorrebbero  mantenere il nobiai più lungo ma il rilascio avviene in anticipo indipendentemente dalla loro volontà.
  3. Siccome soffrono di yurumi cercano di evitare il problema rilasciando la freccia prima che questo si verifichi.
  4. L’arco è troppo forte quindi, per paura di non riuscire a controllarlo, rilasciano in anticipo

La maggior parte di coloro che non soffre piú di hayake non sa indicare esattamente come questo è stato superato. Semplicemente è svanito senza apparente motivo. Per una percentuale consistente hayake è svanito a seguito di un importante cambiamento nella loro vita come un matrimonio, un nuovo lavoro, o un evento traumatico. Lo stesso Inagaki Sensei soffriva in gioventù di una grave forma di hayake. Al termine della seconda guerra mondiale, alla quale il Maestro ha partecipato come membro dell’esercito giapponese, tale problema era completamente svanito.

 

4th International Kyudo Heki Taikai

Durante il fine settimana appena concluso si è svolto a Baden-Baden in Germania, la quarta edizione dell’Heki Taikai di Kyudo. L’Heki Taikai è una competizione internazionale riservata a kyudoka della scuola Heki che si svolge ogni anno. Ho in passato partecipato alla prima edizione dell’evento, svoltasi a Pallanza nel 2009 ma non ho purtroppo avuto la possibilità di essere presente alle successive edizioni. Le informazioni che riporto sono quindi ricavate da internet. Già da sabato infatti sono stati postati su facebook i risultati quasi in tempo reale.

La competizione prevede una gara a squadre e una individuale. Le squadre sono composte da tre arcieri ognuno dei quali tira venti frecce, per un totale di sessanta frecce per squadra. Nella gara individuale si fronteggiano invece un arciere per club sempre su venti frecce. Le squadre che hanno partecipato all’evento di quest’anno sono state ventuno provenienti principalmente dalla Germania, paese ospitante dove la scuola Heki ha più lunga tradizione al di fuori del Giappone. Le squadre italiane partecipanti sono state cinque.

La classifica finale ha visto il prevalere dei padroni di casa tedeschi che hanno occupato le prime due posizioni della classifica a squadre:

  1. Budo Club Karlsruhe – Karlsruhe  (Germania)
  2. Alster Dojo – Ambugro (Germania)
  3. Bukyukai Kyudojo – Budapest (Ungheria)

Da segnalare anche l’ottimo quarto posto della Associazine Kyudo Vento di Primavera di Milano.

Non ho al momento ancora notizie riguardo i risultati del taikai individuale.

Questo il link al sito ufficuiale dell’evento: www.heki-taikai.de

Gara Nazionale Heki di kyudo: cento frecce

Nel corso del fine settimana appena concluso ha avuto luogo a Vittuone (MI) la tradizionale gara nazionale di kyudo della scuola Heki Ryu Insai Ha. L’evento, giunto ormai alla sua ventitreesima edizione, si è articolato nell’arco di due giorni. Il sabato si è svolta la gare delle cento frecce. Si tratta di una gara piuttosto particolare nel mondo del kyudo, in quanto di solito le competizioni si svolgono su un numero minore di frecce, come ad esempio venti, dodici, quattro e talvolta addirittura solamente due. In questa gara ogni arciere tira, nel corso di un’intera giornata, cento frecce. Vince l’arciere che riesce a totalizzare il numero maggiore di centri. Il partecipanti sono stati in totale trentacinque. La vittoria è andata a Carlo Portaluppi (Kenzan dojo) con 69/100, al secondo posto si è classificato Stefano Costa (Kyudo Club Torino) 62/100 e al terzo posto Claudio Penna (Kyudo Club Torino) 60/100.

La domenica mattina si è svolta la gara a squadre su 12 frecce, con cerimonia Heki. Le squadre partecipanti sono state sei. La vittoria è andata al Kenzan dojo (19/36). Secondo posto alla Associazione Kyudo Vento di Primavera (17/36) e terzo al Kouzen (15/36).

Nel pomeriggio si è svolta inoltre la finale intividuale dell’Heki Tournment. La partecipazione era qui riservata a dodici kyudoka selezionati in base ai risultati ottenuti nel corso di varie competizioni svoltesi nel corso dell’anno. La gara ha regalato un emozionante testa tra due arcieri che hanno totalizzato lo stesso punteggio di nove centri su dodici frecce. Dopo un emozionante spareggio la vittoria è andata a Massimo Barbieri (Kouzen). Seconda Graziella Cavanna (AKVP)  e terzo Rasvan Mares (Asa Arashi) – 7/12.

kyudo 100 frecce 2012
Vittuone (MI)
11 photos


Tekimae (tiro da battaglia)

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Contrariamente a quanto comunemente si ritiene, nelle battaglie tra samurai non era la spada a fare il maggior numero di vittime bensì lo yumi giapponese. Solo il 20% dei nemici veniva infatti ucciso o ferito con la katana. Ciò avveniva perché era con l’arco che si cominciavano le battaglie e capitava spesso che il prevalere, in questa fase della battaglia, di una o dell’altra fazione in lotta inducesse quella che stava subendo le maggiori perdite a ritirarsi prima ancora di arrivare al combattimento corpo a corpo. Questo tiro di tiro con l’arco giapponese ha il nome di tekimae.

L’arco veniva utilizzato in battaglia in diversi modi. Si cominciava con il tiro a pioggia a lunga distanza. Una prima freccia rumorosa veniva innanzitutto lanciata da un arciere. Tutti gli altri seguendo il suono della prima scoccavano le loro nella stessa direzione facendo giungere una micidiale pioggia di frecce sul bersaglio designato.

Dopo la pioggia di frecce gli arcieri si avvicinavano al nemico e continuavano a scoccare frecce a una distanza sempre minore. A questa fase si riferiscono le immagini che potete vedere in questo articolo.

Infine, a distanza molto ravvicinata, l’arco poteva anche essere utilizzato per colpire l’avversario attraverso la sua punta alla quale veniva fissata una lama (Uchine).